Chi siamo
La Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno
La Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno, è un movimento mondiale che da oltre un secolo e mezzo si sviluppa nel solco tracciato dal protestantesimo americano e che accetta i grandi principi della Riforma: sola fides, sola gratia, sola Scriptura.
Attualmente, la Chiesa avventista è presente e organizzata in 204 Paesi del mondo e cresce al ritmo di oltre un milione di membri l’anno. Gli avventisti adulti battezzati sono ora oltre 15 milioni (ogni giorno si aggiungono alla Chiesa circa 3.000 persone), mentre la popolazione avventista si aggira intorno ai 40 milioni di credenti, che si riuniscono in oltre 60.000 chiese locali e in più di 61.000 gruppi.
Grande importanza ha per gli avventisti l’opera di formazione della gioventù.
Dispongono di 5.322 scuole elementari, 1.385 scuole medie e superiori e di 101 Università o Istituti superiori. Una cura particolare essi danno all’opera medico-missionaria.
Posseggono, distribuiti in varie parti del mondo, 574 tra sanatori, ospedali o cliniche ove vengono assistite oltre 13 milioni di persone l’anno.
Le loro 57 Case editrici provvedono alla stampa e alla diffusione di libri e periodici in 347 lingue.
I fini religiosi della Chiesa avventista sono sostenuti grazie alle contribuzioni volontarie dei suoi fedeli che consistono, secondo il principio biblico, nelle decime e nelle offerte. Questa forma di autofinanziamento le permette di essere presente in tutto il mondo, anche nei Paesi a più basso reddito.
Le origini storiche
Le radici di questa confessione religiosa sono da ricercare negli Stati Uniti, intorno alla metà del diciannovesimo secolo, nell’ambito di un vasto movimento escatologico che aveva avuto in William Miller (1782-1849), di fede battista, il suo leader e animatore. Egli, in seguito a minuziosi studi degli scritti profetici di Daniele, arrivò alla conclusione che Cristo sarebbe ritornato nel 1844 per giudicare il mondo. In seguito alla delusione per il mancato ritorno e alla dispersione dei milleriti, un gruppo di fedeli, animati da un profondo amore per la Parola di Dio, continuò a credere che nella proclamazione del messaggio del ritorno del Signore vi erano molti elementi validi da ritenere, poiché la Chiesa doveva prepararsi, onde comparire davanti al Cristo «gloriosa, senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile» (Efesi 5:27).
Occorreva pertanto, continuare l’opera della Riforma, eliminare le tradizioni ecclesiastiche contrarie alla Scrittura e ripristinare le istituzioni divine ancor valide, ma dimenticate, come ad esempio quella del sabato, come giorno di festa e di riposo, stabilita da Dio e osservata da Gesù, dagli apostoli e dalla Chiesa cristiana primitiva.
Si formò così la Chiesa Avventista del 7° Giorno, che si costituì ufficialmente nel 1860. Nel suo nome sono contenute le due dottrine principali che desidera enfatizzare: la predicazione del ritorno di Cristo (avvento) e il rispetto del sabato, settimo giorno della settimana.
L’organizzazione ecclesiastica
La Chiesa avventista gode di una solida forma di governo ecclesiastico, che può definirsi una democrazia rappresentativa articolata in quattro livelli: la comunità locale, guidata da un pastore e dai vari responsabili di chiesa eletti da e fra i suoi membri; la Federazione, formata dal raggruppamento delle chiese di un dato territorio; l’Unione, composta da più Federazioni di uno stesso Stato o di più Stati; la Conferenza Generale, che abbraccia la Chiesa intera presente in tutto il mondo e che ha sede nei pressi di Washington D.C. Per essere vicina a tutte le Unioni, la Conferenza Generale ha costituito le Divisioni, che abbracciano vaste aree del mondo.
La vita spirituale
La Chiesa avventista incoraggia i propri membri a curare la loro vita spirituale attraverso la lettura quotidiana della Parola di Dio e la preghiera personale.
Il culto pubblico è celebrato il sabato, secondo il comandamento biblico (Esodo 20:8-11). In questo giorno sacro, che va dal tramonto del sole del venerdì al tramonto del giorno successivo, essi si astengono dal lavoro per dedicarsi particolarmente alla vita spirituale, al culto comunitario e al prossimo.
Il battesimo è impartito agli adulti dietro loro formale richiesta e dopo una serie di studi biblici. Esso è praticato per immersione, come ai tempi apostolici e secondo il significato del termine stesso baptizo (immergere).
La suddivisione delle attività ecclesiali in dipartimenti permette a ognuno di svilupparsi secondo le caratteristiche personali e di collaborare nelle attività più congeniali alla propria indole. Grazie a questa impostazione, i credenti vengono continuamente sollecitati allo studio, all’attività, e a progredire sia culturalmente sia socialmente.
Nell’ambito della Chiesa collaborano attivamente sia uomini sia donne, in accordo con il testo paolino: «Non c’è qui né maschio né femmina». La Chiesa avventista stessa conta, fra i suoi più importanti pionieri, una donna: Ellen G. White. È una Chiesa molto giovane, la sua età media non supera i 25 anni, ma in essa non vi è alcuna distinzione e discriminazione fra le diverse razze: l’avventismo è predicato in tutti i paesi e da tutte le razze.
I rapporti con le altre Chiese
La Chiesa cristiana avventista ha una sua precisa identità, ma non ritiene che i suoi membri siano gli unici ad avere accesso alla salvezza. Per questo motivo, pur senza scendere a compromessi con quello che crede profondamente, collabora con le altre confessioni religiose e organizzazioni laiche in programmi utili per la società. Lo fa cercando di creare un clima di maggiore comprensione e di rispetto reciproco fra gli uomini di ogni fede e convinzione, e invitando tutti coloro che sono animati da un ideale di libertà, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, di religione o di convinzione, a partecipare alla lotta contro l’intolleranza e il fanatismo. Gli avventisti riconoscono che la vera religione è basata sulla coscienza e sulla convinzione. Essi riconoscono a tutte le confessioni religiose il diritto di operare senza restrizioni geografiche e si augurano che la predicazione del Vangelo a ogni popolo avvenga in uno spirito di cortesia cristiana, di franchezza e di piena libertà.
Pur non essendo membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese, dove però è regolarmente rappresentata da osservatori e consiglieri, la Chiesa avventista fa parte della Conferenza delle Comunioni Cristiane Mondiali, che riunisce ogni anno i rappresentanti delle grandi Chiese cristiane, compresa la cattolica, al fine di scambiare, in una prospettiva ecumenica, delle informazioni sulle principali attività svolte da ciascuna Chiesa e di discutere questioni di interesse comune.
